
David Riondino e Dario Vergassola
RIONDINO ACCOMPAGNA
VERGASSOLA
AD INCONTRARE FLAUBERT
di e con David Riondino e Dario Vergassola
Immaginiamo che, davanti all’analfabetismo di ritorno che a detta di molti affligge l’Italia, il Ministero della Cultura lanci una campagna nei teatri, affidata ad attivisti organizzati nelle minacciose ˝Brigate Culturali˝, con l’obiettivo di alzare il livello medio degli attori di cabaret. Un comico scelto a caso tra i più ignoranti in letterature classiche verrà pubblicamente torturato in scena sotto forma di interrogatorio-lezione su un classico fondamentale dell’800: ˝Madame Bovary˝ di Flaubert. Il sorteggio organizzato dal Ministero ha estratto un nome: Dario Vergassola. Costui si è particolarmente distinto, tra molti, per il livello da bar della propria estetica. Trascinato sul pubblico palcoscenico, viene sottoposto da Riondino (che per l’occasione ha studiato abbastanza) a un interrogatorio su cosa egli sappia di Flaubert e dell’Ottocento. Constatato che poco o nulla ne sa, il Vergassola è sottoposto alla pena di ascoltare la storia di Emma Bovary, che Riondino legge e illustra, costretto a commentare i passaggi della storia. Lo farà a suo modo, individuando nella Bovary di Flaubert quei passaggi e quei momenti che ancora ci parlano, tratteggiando la psicologia di una giovane donna di provincia a fronte delle occasioni che la vita di provincia le offre. A fronte della corrosiva vena satirica di Vergassola, il romanzo, questa è la scommessa, si rivela ancora vivo, provocatorio, sconcertante. La messa in scena, semplicissima, espone le virtù primarie dei comici: l’argomento e la parola, il tema e il ritmo. C’è qualcuno che legge e racconta un tema ˝alto˝, e qualcun altro che, come si vuol dire, lo ˝manda in vacca˝ o lo riduce a comunissimi denominatori.



0 commentsback to post
Add your comment