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Indovina chilegge al Muse: Flavio Oreglio – 11 aprile – Trento Indovina chilegge al Muse: Flavio Oreglio – 11 aprile – Trento(0)

Indovina chi legge al Muse?: Flavio Oreglio

MUSE – Museo delle Scienze Data: Venerdì 11 aprile 2014 ,  Corso del lavoro e della scienza, Trento Orario: ore 18.30

Costo/note: Partecipazione gratuita. Info e prenotazioni (consigliata): 0461-270311, posti limitati.

Flavio Oreglio “Storia curiosa della scienza: La rivoluzione degli arabi”. Tutto è cominciato con una semplice domanda, cui ne sono seguite molte altre. La storia della scienza è lastricata di punti interrogativi che hanno allontanano l’uomo dal limitato cerchio delle sue conoscenze, permettendogli di intravedere un orizzonte più vasto. Fin dall’antichità infatti, la scienza ha camminato sulle gambe di chi ha pensato con elasticità fuori dagli schemi. Il dubbio e la passione per il confronto tra discipline, approcci e punti di vista differenti è anche ciò che ha ispirato Flavio Oreglio nella sua rilettura in chiave comica della storia scientifica. Il secondo volume, “Storia curiosa della scienza. La rivoluzione degli arabi” sarà presentato venerdì 11 aprile alle 18.30, all’interno della rassegna “Indovina chi legge al MUSE?”. “La rivoluzione degli arabi” è il secondo di una serie di pubblicazioni che parte dalle origini della scienza, con i grandi pensatori del passato per arrivare fino a oggi. Dopo “Le radici pagane dell’Europa”, in cui si illustravano le origini e l’evoluzione del pensiero umano, dalla mitologia antica ad Aristotele e l’Ellenismo, in questo secondo volume Flavio Oreglio racconta il Medioevo. L’epoca “oscura”, anche se non per tutti, il momento storico in cui il mondo arabo fece la sua trionfale comparsa sulle scene del sapere dando un impulso straordinario allo sviluppo della scienza matematica, della chimica e dell’astronomia. Un vero e proprio “ponte culturale” che ha collegato l’antichità alla modernità. Dalla calata dei barbari in Europa all’invenzione dell’algebra, dal genio di Leonardo da Vinci alla rivoluzione copernicana, in queste pagine c’è tutto il Medioevo o quasi. In particolare c’è come accostarsi a esso con le domande giuste, la mente libera e, ogni tanto, una sana risata. Laureato in scienze biologiche con specializzazione in ecologia, appassionato divulgatore, Flavio Oreglio è noto al grande pubblico come cabarettista. L’unione di queste due attitudini regala alla sua presentazione una verve inusuale. Al termine, sarà possibile acquistare la pubblicazione e approfittare della presenza dello scrittore per impreziosirla con un autografo.

Gabriele d’Annunzio Aviatore – dal 16 novembre 2013 al 30 marzo 2014 – Trento Gabriele d’Annunzio Aviatore – dal 16 novembre 2013 al 30 marzo 2014 – Trento(0)

In occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio, Il Vittoriale degli Italiani coordina un programma d’iniziative culturali del quale fanno parte la mostra “Gabriele d’Annunzio Aviatore”, al Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni dal 16 novembre al 30 marzo 2014.

Durante l’anno dannunziano, inaugurato lo scorso 2 marzo al Vittoriale dal presidente Giordano Bruno Guerri, importanti convegni, mostre e spettacoli si sono avvicendati in tutta Italia e non solo (anche ad Atene, Budapest, Cracovia, Lugano e Tokyo). A Trento, la mostra “Gabriele d’Annunzio Aviatore”, organizzata dalla Provincia autonoma di Trento e dal Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, offre per la prima volta una visione completa dell’esperienza del Vate in campo aeronautico, attraverso una serie di prestiti di opere selezionate da importanti realtà museali italiane, che affiancano un ricco corpus di autografi e cimeli dannunziani appartenenti alle collezioni permanenti del Museo e per la prima volta esposti al pubblico.

In un tempo di sconvolgimenti politici, bellici e sociali, d’Annunzio fece della sua intera esistenza una manifestazione del “vivere inimitabile” e fra le sue intuizioni sta la scoperta delle potenzialità dei nuovi mezzi di trasporto come l’automobile e l’aeroplano.

Fin dai primi e incerti esperimenti compiuti in Italia, il volo rappresentò per d’Annunzio un potente mezzo espressivo: per le valenze artistiche – in quanto massima esperienza di movimento nello spazio – e per le implicazioni più concrete sulla vita e sulla storia.

Durante la Grande Guerra, d’Annunzio è interprete privilegiato della riscoperta del gesto individuale attraverso imprese aviatorie e navali in grado di trasmettere messaggi simbolici forti e pervasivi. Le imprese nel corso del primo conflitto mondiale sono tali da valergli la fama di “poeta aviatore”, anche se è vero che egli non fu mai pilota e dovette sempre affidare a uomini di fiducia i comandi di volo.

L’esposizione si avvale di importanti apporti da parte di diverse realtà del territorio trentino (MART;  Museo Storico Italiano della Guerra; Fondazione Museo Storico del Trentino) e nazionali (Comune e AeroClub di Casale Monferrato; Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e Presidenza della Repubblica attraverso il Servizio patrimonio Storico-Artistico del Palazzo del Quirinale).

Per i suoi contenuti, la mostra “Gabriele d’Annunzio Aviatore” rappresenterà un prologo alla programmazione espositiva della Provincia autonoma di Trento per le prossime commemorazioni del centenario della Grande Guerra. La mostra ha altresì ottenuto il logo ufficiale delle commemorazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La mostra “Gabriele d’Annunzio Aviatore” ha ottenuto il patrocinio del Comune di Trento e del Ministero della Difesa. Insieme alle altre iniziative culturali dell’anno dannunziano, l’iniziativa ha inoltre ottenuto il patrocinio del Ministero per gli Affari Esteri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

PERCORSO DELLA MOSTRA

Gabriele d’Annunzio nell’età dei pionieri del volo (1909-1914)

La mostra prende avvio dalle esperienze aviatorie degli esordi, alla fine del primo decennio del Novecento, quando i mezzi volanti fanno le loro prime apparizioni sul suolo italiano. Nella nuova realtà del volo l’immaginario del tempo trasfonde numerosi caratteri e significati: il coraggio e l’ardimento dei primi pionieri del volo e l’utopia di un progresso tecnologico ormai illimitato, testimoniata da manifesti e pubblicità dell’epoca.

In mostra, la memoria dei primi voli dannunziani è richiamata da alcune “reliquie” come quelle dell’aeroplano Wright, un brevetto di volo ottenuto da Mario Calderara – uno dei primi piloti italiani da loro istruiti – nonché testimonianze giornalistiche, fotografiche e artistiche della partecipazione di Gabriele d’Annunzio al Circuito Aereo di Brescia e alcuni documenti dell’archivio Caproni che raccontano un’intensa attività del Vate di “teorico” del volo, con un tour di conferenze propagandistiche tenute in tutta Italia.

Dall’entrata in guerra al “Notturno” (1915-1916)

D’Annunzio è impegnato a favore dell’intervento italiano nel conflitto, e in seguito coinvolto in guerra come volontario. Il suo ruolo in aviazione è di ufficiale osservatore, ma sempre più rilevante diviene il suo contributo d’ideatore e comandante di azioni aeree. Al 1915 risalgono i voli di d’Annunzio con lanci di volantini sulle città “irredente” di Trieste (7 agosto) e Trento (20 settembre).

Gabriele d’Annunzio e Gianni Caproni (1917-1918)

Alla fine del 1916 d’Annunzio ritorna a combattere e a volare. Nel 1917 l’esperienza di d’Annunzio in guerra s’intreccia a quella dell’ingegner Gianni Caproni, a capo di un’importante industria specializzata nella produzione di aerei per il bombardamento. In mostra gli aerei bombardieri della serie Ca.3 saranno evocati attraverso parti originali e alcuni disegni di costruzione dagli archivi del Museo e una straordinaria tavola a colori di Luigi Bonazza.

Al 1917 risalgono azioni ispirate e condotte da d’Annunzio su apparecchi Caproni e ricordate in mostra attraverso cimeli, documenti autografi e fotografie d’epoca.

Il volo su Vienna (1918)

Il “Volo su Vienna” è sicuramente l’impresa aviatoria più clamorosa fra quelle ispirate e condotte da d’Annunzio durante la Grande Guerra. L’idea di un’incursione aerea nei cieli della capitale nemica accompagna d’Annunzio sin dall’epoca del volo su Trento, nel settembre 1915, quando nasce il motto “Donec ad metà: Vienna!”

La sezione dedicata al volo su Vienna ruota attorno all’aeroplano S.V.A.5, appartenente alle collezioni del Museo Caproni, che volò su Vienna: il velivolo, conservato in stato originale, sarà collocato all’interno di un nuovo allestimento, affiancato a un frammento del rivestimento di fusoliera dello S.V.A.5 di Aldo Finzi, proveniente dalle collezioni del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, e altre testimonianze materiali di approfondimento.

Non mancheranno i celebri volantini lanciati nel cielo di Vienna e una rassegna della stampa internazionale all’indomani della fortunata impresa.

A questa sezione appartiene un’opera pittorica che la Presidenza della Repubblica, attraverso il suo Servizio Patrimonio Storico-Artistico, ha concesso in esposizione per l’evento. Il quadro – Volo su Vienna di Alfredo Gauro Ambrosi – proviene dalle collezioni del Palazzo del Quirinale.

Il dopoguerra e gli anni del Vittoriale (1919-1938)

Mentre Caproni si dedica ad ambiziosi progetti di ripresa della propria attività per far fronte alla crisi postbellica, il poeta si lancia in nuove imprese. Negli anni Venti e Trenta, invece, d’Annunzio è impegnato principalmente nella creazione del Vittoriale.

Il volo, divenuto ormai elemento caratterizzante della vita e dell’opera di d’Annunzio, mantiene un ruolo centrale anche nell’allestimento della residenza: non solo con l’aereo utilizzato dal poeta nel volo su Vienna, ma anche attraverso numerose reliquie della Grande Guerra e delle sue imprese di volo, cimeli, elementi d’arredo ed opere d’arte tesi a celebrare, sotto il profilo storico e allegorico, la conquista dell’aria da parte dall’uomo. Alcuni preziosi elementi di arredo provenienti dal Vittoriale offriranno in mostra alcuni frammenti dello scenario della residenza gardesana. Guida d’eccezione in quest’ultima sezione sarà Timina Guasti Caproni, protagonista nel 1928 – insieme al marito Gianni – di una visita della dimora dannunziana. Di questo ultimo incontro fra il Vate e il “costruttore di ali italiane”, Timina ha lasciato traccia in una pagina del proprio diario.

INSTALLAZIONI INTERATTIVE; POSTAZIONI MULTIMEDIALI E POLI-SENSORIALI

Come da tradizione del Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni, in mostra non mancheranno le postazioni di pilotaggio virtuale al computer, con le quali simulare un volo su Vienna ai comandi virtuali dell’aereo Ansaldo S.V.A.5 con il quale, nel 1918, fu compiuta la famosa impresa.

Ma gli appassionati di volo simulato troveranno di che soddisfare la loro passione nel simulatore di volo ambientato nella replica in dimensioni reali del velivolo Ansaldo S.V.A.5, dotato di sistema di veri comandi di pilotaggio e di sistema di visualizzazione dello scenario di volo affidato a tre grandi schermi. Il tutto corredato di un punto-video informativo con montaggio di immagini e filmati storici relativi alla famosa impresa compiuta dalla Squadriglia “La Serenissima”.

L’altro aeroplano simbolo delle operazioni aeree della Prima guerra mondiale, il bombardiere strategico Caproni della serie Ca.3, sarà riprodotto tridimensionalmente e con effetti fotorealistici all’interno di un piccolo teatro a proiezione olografica.

Un’esperienza poli-sensoriale che coinvolgerà tutti i sensi permetterà inoltre di respirare l’atmosfera di un’officina per la costruzione delle eliche del periodo pionieristico dell’industria aeronautica.

E ancora: una parete “magica” permetterà ai più piccoli di disegnare e colorare i loro aerei e tradurre così in immagini e colori le emozioni della visita al Museo Caproni. Il tutto grazie ad un’applicazione virtuale multitouch ad infrarossi che permette ai più piccoli di utilizzare tavolozza e pennelli direttamente sul muro.

Tutto questo in un Museo Caproni che si è “rifatto il look” e ha riorganizzato i propri aeroplani disponendoli seguendo un ordine cronologico che favorisce notevolmente la fruibilità della visita. Insieme alla nuova disposizione di buona parte della propria collezione aeronautica, il Museo propone anche per due degli aeroplani Caproni esposti una nuova ambientazione “da vivere”: il famoso idrovolante “Caproncino” Ca.100 e il biplano Ca.163, entrambi originali risalenti agli anni Trenta del Novecento, diventano così icone di questo “nuovo” Museo Caproni.

Ultimo non meno importante: riapre l’hangar a nord della sala espositiva principale, che attualmente ospita ulteriori 8 velivoli appartenenti alle collezioni del Museo e databili dagli anni Venti agli anni Cinquanta del Novecento. Il nuovo spazio sarà visitabile ogni giorno in orario di apertura del Museo, a partire dal 16 novembre, accompagnati dal personale preposto del Museo.

Dopocena alternativo – Museo Scienze Naturali – Trento Dopocena alternativo – Museo Scienze Naturali – Trento(0)

DOPOCENA ALTERNATIVO

Una location speciale, un appuntamento informale per capire da dove veniamo, perché siamo diversi e come ci siamo evoluti. Un dialogo immediato tra pubblico e relatori noti a livello nazionale.

Benvenuto “letterario” a cura di Alfonso Masi e Chiara Turrini

Ingresso gratuito. In collaborazione con distilleria Marzadro

Primo appuntamento:

venerdì 30 novembre 2012, ore 20.45 – Sulle tracce dell’evoluzione umana – con Giorgio Manzi

Mettere insieme fossili, manufatti e DNA, per capire da dove veniamo, come ci siamo evoluti e quali relazioni abbiamo intrattenuto con altre specie nella preistoria. Giorgio Manzi, professore associato alla Università La Sapienza di Roma e direttore del Museo di Antropologia “G. Sergi” (Roma), ci accompagnerà in un’esplorazione affascinante fra le più recenti scoperte sul nostro passato nel tempo profondo.

Prossimi appuntamenti:

14 dicembre 2012, ore 20.45 – GUIDO BARBUJANI

Perché siamo diversi?

Tuareg, birmani, tartari, svedesi, baschi, maori e navajo: tutti uguali, ma tutti diversi. La specie umana unisce al suo interno una straordinaria diversità culturale. Guido Barbujani, genetista, professore e scrittore, ci condurrà in un dialogo sull’unità nella diversità che ci caratterizza.

10 gennaio 2013, ore 20.45 – MARCO PERESANI

Dal ritiro glaciale alle foreste e all’Uomo

Un viaggio nella storia del primo popolamento delle Alpi orientali italiane, raccontato attraverso i più importanti ritrovamenti archeologici. Dalle modificazioni geografiche ed ecologiche alle principali scoperte sul Paleolitico superiore, ricostruiremo insieme a Marco Peresani le tappe della colonizzazione della regione montana.

Rivolto a tutto il pubblico,  l’incontro costituisce una preziosa opportunità per i docenti. Su richiesta verrà fornito un certificato valido ai fini dell’aggiornamento.

Sonata Island – I Canti della Montagna – 29 novembre – Trento Sonata Island – I Canti della Montagna – 29 novembre – Trento(0)

29 novembre ore 20.30, Trento, Museo delle Scienze

I Canti della montagna – Jazz

Trentino Jazz Ensemble

Emilio Galante flauto, ottavino, flauto in sol, live electronics
Fiorenzo Zeni sax tenore e soprano
Giuliano Cramerotti chitarra elettrica
Enrico Merlin chitara elettrica, laptop
Stefano Colpi contrabbasso
Filip Milenkovic batteria

elaborazioni e reinvenzioni di E. Galante e S. Colpi di La Montanara, La vien giù dalle montagne, Monte Canino, Il Testamento del Capitano, La Madonina, Fiori de Cristal, La Pastora, Canto del Minatore etc.

Il 2012 vede la prima uscita pubblica del Trentino Jazz Ensemble, nel circuito del festival, a Moena, Malè e ora a Trento. L’ensemble è formato da musicisti che collaborano da anni in diverse formazioni e qui si incontrano in un progetto dedicato all’elaborazione jazzistica di canti di montagna, vero patrimonio melodico del Trentino, che può funzionare nell’immaginario dell’ascolto alla stessa maniera degli standard, melodie riconosciute dal pubblico più vasto, spesso in modo inconsapevole. La maggior parte degli standard sono canzoni dei musical di Broadway, su cui generazioni di jazzisti hanno costruito le loro elaborazioni e le loro improvvisazioni.
I musical costituiscono però la tradizione melodica di un musicista americano, mentre i canti di montagna appartengono pienamente alla nostra. Ciò rende l’operazione perfettamente lecita, una sorta di scatto d’orgoglio che rivendica al Bel Paese una delle poche cose che mai gli sono state negate, il talento del Canto.

DAVID CLAERBOUT AL MART Le immagini in movimento – fino al 31 gennaio – Rovereto DAVID CLAERBOUT AL MART Le immagini in movimento – fino al 31 gennaio – Rovereto(0)

La mostra in corso al Mart di Rovereto fino al 13 gennaio 2013, a cura di Saretto Cincinelli, propone al pubblico italiano David Claerbout, uno degli artisti più innovativi tra coloro che, nel panorama internazionale, lavorano con le immagini in movimento, e la cui ricerca negli ultimi anni è stata al centro di importanti personali (Centre Pompidou, Parigi, 2007; De Pont Museum for Contemporary Art, Paesi Bassi, 2009; Wiells, Bruxelles; San Francisco Museum of Art, 2011; Secession, Vienna; Parasol unit foundation for contemporary Art, Londra, 2012) e di mostre internazionali che hanno tematizzato l’interesse degli artisti contemporanei per la dimensione temporale di cinema e video.

Realizzata in stretta collaborazione con l’artista, la mostra offre, per la prima volta nel nostro paese, un’importante panoramica delle videoinstallazioni di Claerbout, opere che indagano lo statuto dell’immagine nella sua duplice natura di immagine-tempo e immagine-movimento.

L’intento del Mart è quello di introdurre il pubblico italiano ad una ricerca che permetta di capire come l’utilizzo del digitale, in chiave non meramente spettacolare, abbia aperto nuovi orizzonti percettivi, estetici e concettuali alla visione contemporanea.

Claerbout mette in mostra non il tempo nell’immagine, ma piuttosto il “tempo dell’immagine“. L’artista ci mette letteralmente di fronte alla materia della percezione, e ciò genera una pluralità di paradossi che turbano la normale visione dello spettatore, invitandolo ad “aprire lo sguardo”.

L’allestimento, affidato all’architetto Pedro Sousa, rimuovendo completamente la naturale gerarchia degli spazi del primo piano del museo, crea un ambiente totale, in cui opere e architettura appaiono completante integrate, al punto che risulta arduo stabilire se sia l’opera a modulare la spazialità preliminare o lo spazio ad essere predisposto per accoglierla.

Tra le opere proposte, “Bordeaux Piece”, 2004 che mostra – calando un’azione che si replica in maniera quasi identica in un tempo che invece si trasforma silenziosamente dell’alba alla notte nel suo monumentale perdurare – più che la decostruzione di una situazione narrativa una sorta di incantamento temporale che sposta insensibilmente l’accento dalla durata dell’evento all’evento della durata; “Sections of Happy Moment”, 2007, che fissa la molteplicità dei punti di vista impliciti in un istante dischiuso, dilatando interminabilmente il tempo della sua durata e facendoci percepire la simultaneità spaziale come progressione temporale; “Riverside”, 2009, che, come molte delle opere dell’artista, giocando con le aspettative precostituite dello spettatore, mostra come contemporanei due eventi che si svolgono in uno stesso luogo ma evidentemente in tempi radicalmente diversi; “The American Room”, 2009, in cui interventi impercettibili ed estremamente sofisticati tendono a mettere in dubbio l’autorità della fissità fotografica, del movimento filmico e della distanza spaziale, producendo nello spettatore la sensazione di potersi muovere liberamente nel tempo congelato di una foto, o infine “The Quiet Shore”, 2011, che, con il suo incantamento di un istante, testimonia l’interesse dell’artista per quel che potremmo definire la soglia della visione, una soglia che sembra far retrocedere l’immagine e il racconto sino allo stadio del suo annunciarsi, quando pare ancora capace di mantenere intatte tutte le sue potenzialità.

Geological Landscape – 27 aprile – Museo delle Scienze -Trento Geological Landscape – 27 aprile – Museo delle Scienze -Trento(0)

GEOLOGICAL LANDSCAPE – viaggio alla scoperta del paesaggio geologico del Trentino

Fotografie panoramiche in grande formato accompagnate da approfondimenti e spunti interpretativi,

raccontano l’anima geologica e geomorfologica del nostro territorio.

A cura di Matteo Visintainer e Riccardo Tomasoni.

Venerdì 27 aprile 2012, ore 11.00

Museo delle Scienze

Trento, via Calepina 14

Info su: www.mtsn.tn.it

Afro Basadella e Gina Pane – 17 marzo-8 luglio – Mart Rovereto Afro Basadella e Gina Pane – 17 marzo-8 luglio – Mart Rovereto(0)

Afro Basadella e Gina Pane

Corso Bettini, 43
38068, Rovereto

In contemporanea al Mart due grandi mostre, dal 17 marzo all’8 luglio.

Afro Basadella. Il periodo americano nel centenario della nascita

Un’esposizione che raccoglie le opere realizzate dall’artista durante il suo periodo più fecondo, quello degli anni trascorsi negli Stati Uniti, tra il 1949 e il 1958. L’obiettivo dell’esposizione è mostrare i dipinti custoditi nei principali musei americani, perlopiù inediti in Europa, realizzati da Afro in quei dieci anni di intenso lavoro e intense relazioni, che hanno contribuito a farne uno degli artisti contemporanei italiani più amati e apprezzati, sia in patria che oltreoceano.

Mostra a cura di Gabriella Belli
in collaborazione con l’Archivio Afro di Roma

Gina Pane

La prima mostra antologica in Italia dedicata a Gina Pane (1939 – 1990).
L’esposizione presenta la carriera artistica di una delle figure imprescindibili e significative nel panorama della Body Art.
La mostra al Mart espone per la prima volta in Italia una retrospettiva completa di Gina Pane attraverso le opere che hanno costellato il complesso percorso artistico dell’artista: installazioni, disegni, video, fotografie, ed oggetti utilizzati nelle sue più note “azioni”, provenienti dai maggiori musei di arte contemporanea e da importanti collezioni private.

A cura di: Sophie Duplaix
Direzione scientifica: Gabriella Belli
Con la collaborazione di: Anne Marchand, erede dell’artista

INCONTRO CON MARGHERITA HACK – 11 NOVEMBRE – Trento INCONTRO CON MARGHERITA HACK – 11 NOVEMBRE – Trento(0)

INCONTRO CON MARGHERITA HACK
Il mio infinito. Scienza ed etica: chi detta i limiti?

Venerdì 11 novembre alle ore 18 - Museo delle Scienze di Trento modera l’incontro presso l‘Aula Magna, Alexander Schuster dell’Università degli Studi di Trento.

Museo di Scienze d Trentoincontro con l’astrofisica e divulgatrice scientifica Margherita Hack per dialogare, partendo dai contenuti del libro “Il mio infinito” edito nel 2011, sui rapporti tra scienza ed etica, con particolare attenzione alla questione dei limiti posti alla ricerca scientifica.
La serata muoverà dai contenuti del libro che racconta come si è evoluta la nostra capacità di leggere il cielo e con essa la visione scientifica del mondo – dagli astronomi della Grecia classica alla nascita della scienza moderna con Galileo e Keplero, alle scoperte di Newton, per arrivare all’astronomia e alla fisica quantistica dopo le rivoluzioni del Novecento – per poi iniziare un dialogo volto ad approfondire i due approcci attraverso cui l’uomo ha affrontato il tema dell’infinito e della nascita dell’Universo: quello della scienza e quello dell’etica. Si parlerà così del rapporto fra razionale e irrazionale, di scetticismo, volontà democratica e limiti alla ricerca, di educazione e scienza.
Da scienziata, senza dare risposte definitive ma indicando le domande che l’uomo di scienza deve porsi per cominciare a capire il mistero dell’origine dell’Universo, Margherita Hack affronterà le questioni più attuali e dibattute di questo rapporto.

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ETRUSCHI IN EUROPA, La mostra multimediale in 3D – Museo delle Scienze – Trento ETRUSCHI IN EUROPA, La mostra multimediale in 3D – Museo delle Scienze – Trento(0)

Giunge in Italia dopo il successo di pubblico ottenuto a Bruxelles (oltre 25.000 visitatori in 6 mesi) , “ETRUSCHI IN EUROPA”, la mostra multimediale itinerante realizzata da Historia – Associazione per la Divulgazione e la Conservazione dei Beni Culturali d’Italia. L’esposizione, creata con la collaborazione tecnica della Fondazione Bruno Kessler, sarà visitabile fino all’8 gennaio 2012. Completamente multimediale, la mostra si avvale della tecnologia anaglifica (occhialini bicolore) per consentire agli utenti di fare esperienze 3D dei principali siti archeologici etruschi, ricostruiti con puntualità così come sono nei siti originali.

10 settembre – 8 gennaio 2012
Museo delle Scienze
Via Calepina 14 – Trento
Il percorso sarà fruibile autonomamente mediante audioguide e occhialini anaglifici
Orario: martedì – domenica, dalle 10.00 alle 18.00
Tariffa ingresso: 6 Euro
Per info: 0461.270311

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