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La via del Brenta, da Levico Terme in Trentino a VENEZIA, dagli Asburgo ai Dogi La via del Brenta, da Levico Terme in Trentino a VENEZIA, dagli Asburgo ai Dogi(0)

E’ un tour d’altri tempi, ma diventato attualissimo perché soddisfa il rinato gusto della scoperta di natura, cultura e gastronomia assieme, senza vincoli di tempo, che dona benessere. Chi l’ha compiuto, racconta di territori ancora non logorati dal turismo di massa in Trentino e della riscoperta d’un Veneto che è possibile osservare con occhi diversi da quelli consueti, quelli rivolti all’economia ed ai suoi problemi. .

E’ il tour lungo la Via del Brenta, il fiume che nasce dal lago di Caldonazzo nei pressi di Levico Terme nella Valsugana del Trentino orientale e sfocia nella laguna veneta poco a valle di Chioggia, mentre la Via termina a Venezia.

Lungo 175 km, il fiume Brenta collega i laghi del Trentino alle mura imponenti dell’Esagono veneto, quindi le terre della pianura fino alla laguna veneziana ed al Mare Adriatico.

La Via del Brenta in bicicletta. E’ possibile percorrerla pedalando su piste che fiancheggiano il fiume fin dal suo nascere. La si imbocca infatti sulla ciclopista della Valsugana nei pressi delle rive del lago di Caldonazzo a San Cristoforo, ridente frazione lacustre di Pergine Valsugana, cittadina distante solo sette km da Trento. La Via continua sulla ciclopista lungo le rive del Brenta nell’intero tratto trentino e poi in quello veneto fino a Bassano del Grappa. Questo tratto é lungo 80 km circa, largo tre metri, prevalentemente pianeggiante ed asfaltato. (Ulteriori informazioni su www.laviadelbrenta.it). Inizialmente costeggia le rive del pittoresco lago di Caldonazzo, entra nella conca dei meleti tra l’abitato omonimo e bordeggia la vicina Levico Terme, cittadina-giardino d’impianto asburgico dove le terapie termali sono a base di acqua arsenicale-ferruginosa unica in Italia e rara in Europa. La ciclopista prosegue fiancheggiando il Brenta lungo la Valsugana, bordata in quota dai monti dell’intatta catena del Lagorai da un lato e dal grande altopiano di Vezzena e della Marcèsina fra Trentino e Veneto dall’altro. Pedalando, si scorgono, si lambiscono o si attraversano piccoli abitati del fondovalle solcati dal fiume, in vista di castelli, di torri romane, di biotopi e di antiche chiesette collinari. Bicigrill, segnaletica ed aree di sosta assistono costantemente il ciclista. Proseguendo in direzione del Veneto, la ciclopista lungo la Via del Brenta dona forti emozioni nella grotta della Bigonda (22 km di gallerie sotterranee e numerosi laghi) o nelle grotte carsiche di Oliero, si insinua nello stretto canyon scavato nelle rocce dal fiume nei pressi di Primolano, quindi entra in Veneto dove il Brenta diventa meno irruento in vista di Bassano del Grappa.

Qui le possibili deviazioni sono molteplici e gradevoli, sempre su piste ciclabili, in direzione di Asolo, di Castelfranco Veneto, di Cittadella e di Marostica ovvero nelle terre dell’Esagono. Continuando in bicicletta lungo la Via si giunge  a Villa Contarini presso Piazzola del Brenta, a Villa Pisani di Stra, a Villa Widmann di Mira  sino a giungere alla palladiana Villa Foscari vicino a Venezia. E poi, sempre in sella, sulle piste della Laguna fino all’Adriatico.

La Via del Brenta sull’acqua. Il fiume Brenta è navigabile in canoa o kayak fin dal suo nascere dal lago d Caldonazzo in Trentino tra frutteti e campagne o in mezzo a centri abitati. Richiede senza dubbio esperienza nei tratti da Primolano a Cismon del Grappa ed in Valstagna, dove si possono pure  praticare il rafting ed il canyoning.

Da Bassano del Grappa in poi, il fiume si fa placa e propone paesaggi naturali inimmaginabili per chi viaggia seduto al volante oppure in sella ad una motocicletta.

Del tutto particolare è il lungo tratto di fiume che fu il percorso storico degli antichi burchielli veneziani del ’700 ovvero da Padova a Venezia superando cinque chiuse e nove ponti girevoli. Dove anticamente erano le zattere a navigare sull’acqua per trasportare il legname dai monti alla pianura, oggi sono i comodi battelli a consentire piacevoli viaggi con guide fluviali.

Il dislivello di circa 10 metri è superabile mediante le chiuse (dette anche conche e porte). La prima si trova a Noventa, dopo aver costeggiato gli antichi bastioni e le mura di Padova, quindi si giunge alla chiusa di Stra nel tronco Maestro del Brenta ed alla maestosa villa Pisani. Poi i battelli costeggiano le ville venete lungo la Riviera del Brenta fino alla chiusa di Dolo ed ai suoi mulini. In seguito si naviga tra borghi d’altri tempi superando i ponti girevoli. Dalla chiusa di Mira si arriva a Villa Foscari in località Malcontenta e, dopo la chiusa di Moranzani, si approda a Venezia, dove termina la Via del Brenta.

La Via del Brenta in treno. Il tratto trentino è servito dai nuovi treni Minuetto con partenza ed arrivo ogni ora. Da Bassano del Grappa la Via del Brenta utilizza la linea ferroviaria della pianura veneta. Nelle buone stagioni una carrozza dei Minuetto é adibita a ricovero per le biciclette, sicché gli appassionati possono compiere a piacimento tratti delle piste ciclabili pedalando ed altri comodamente in treno.

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